Il libero arbitrio è il concetto filosofico e teologico secondo il quale ogni persona è libera di fare le sue scelte, certo in contrapposizione con filoni di pensiero che determinano gli avvenimenti esclusivamente in base al destino, al fato, che può essere personificato come un dio od una dea, dove tutto è predeterminato senza possibilità di nostra interazione. Ma un altro tipo di pensiero, che interpreta l’accadimento degli eventi, è trattato in ambito quantico dove si asserisce, che l’uomo è in strettissimo legame con  l’Universo e per ottenere ciò che si desidera basta il pensiero. Nel 1800 il movimento New Thought (Nuovo Pensiero), inizio a diffondersi grazie ad un guaritore studioso del magnetismo e ipnosi Phineas Quimby, il quale si basava sull’idea che la malattia ha origine nella mente come conseguenza di credenze errate e quindi una mente aperta alla saggezza di Dio può superare ogni malattia.

Oggi si parla di Legge dell’Attrazione, e molte sono le persone che hanno scritto e pubblicato libri a riguardo, personalizzando “la copertina” con altre denominazioni, come:La Forza, Il potere nell’Energia Universale, il Segreto e via così. Secondo questo filone, l’essere umano è costituito dalla stessa materia di cui sono fatti il sole, la luna e le stelle. E’ un fascio di energia intelligente in forma di corpo umano che parla e cammina. E’ fatto di cellule, che sono costituite da atomi, i quali sono formati da particelle subatomiche e quest’ultime non sono altro che energia. Tutto è energia che non può né essere creata né distrutta in quanto è causa ed effetto di se stessa. L’energia è presente ovunque e in ogni momento nel suo inarrestabile moto costante di continua trasformazione da una forma all’altra. In effetti se si pensa ad internet, non si può vedere ne toccare ma esiste, è reale, è un invisibile connessione di energia che ci lega gli uni con gli altri. Mi sono documentato su questi temi complicati ed affascinanti, e molti scienziati, medici, psicologi e filosofi di tutto il Mondo, approfondiscono di continuo il mistero dell’Universo facendosi grandi domande come: di cosa è fatta la realtà? Cosa succede dopo la morte? Che ci facciamo qui? Ecc.. Questi studiosi dicono che la materia non è statica, ma che è il nostro pensiero ad influenzarla, per il cervello non c’è differenza tra ciò che vede e ciò che immagina e tutti noi vediamo ciò che crediamo possibile. In effetti, quante volte ci capita di pensare ad una persona, che non vediamo da molto tempo e qualche tempo dopo, arriva una sua telefonata o la incontriamo per strada, oppure in un determinato momento, ci capita di avere lo stesso pensiero della persona che abbiamo a fianco. Spesso sembra che nulla avvenga per caso. I pensieri, sostengono gli studiosi, una volta lanciati verso l’Universo con convinzione e determinazione, questi vengono organizzati e le cose che abbiamo pensato si realizzano. Alla fine del 1800 iniziarono i primi studi sulle grandi capacità della mente e la possibilità di comunicare con il pensiero, telepatia. La mia idea di libero arbitrio è mista, in quanto sono convinto che ci sia una fortissima connessione tra uomo e Universo, e che il pensiero abbia un’immensa forza, ancora sconosciuta, ma credo soprattutto nelle grandi potenzialità dell’essere umano in generale.

Il cervello è l’organo più importante e strabiliante del sistema nervoso centrale dell’uomo e la corteccia cerebrale è suddiviso in quattro lobi, lobo frontale, lobo parietale, lobo occipitale e lobo temporale. I neuroni, cellule che compongono il cervello, sono le uniche del nostro organismo che dopo un anno dalla nascita, non si riproducono, e sono talmente tanti, che mettendoli uno vicino all’altro coprirebbero la distanza tra la Terra e la Luna più di 384mila km! Il cervello è inoltre suddiviso in due emisferi, la parte sinistra che rappresenta la razionalità, e la parte destra che può dare sfogo alla creatività, sappiamo che questa meravigliosa e perfetta  macchina, non la stiamo utilizzando al 100% quindi pare ci sia ancora molto da scoprire a riguardo. La creatività, è  a portata di mano di ciascuno di noi, infatti l’essere creativi non dipende esclusivamente dalla genetica, proprio perché i geni non sono capaci di gestire i cambiamenti fisici e mentali che si manifestano nell’arco della Vita. La creatività è quindi il modo di saper utilizzare la plasticità del cervello per rispondere alla complessità degli eventi, mettendo in funzione le molteplici ed articolate funzioni intellettive di cui ciascuno di noi è geneticamente dotato. Come un blocco di marmo prende la forma pensata dalla creatività dello scultore, così il cervello di ciascuno di noi può essere potenziato da noi stessi, migliorando coscientemente le funzioni intellettive, ed acquisendo in tal modo un benessere derivante dalla fiducia nelle proprie capacità creative. Infine divenire creativi, non significa solo inventare qualcosa di nuovo o essere originali per forza, ma essenzialmente significa trovare soddisfazione nell’utilizzare al meglio entrambe le potenzialità di sviluppo del proprio cervello.

La creatività, è una potenzialità meravigliosa dell’essere umano che può esprimere in ogni ambito. Nell’immaginario collettivo, il creativo è colui che ha certamente delle grandi doti di originalità e manuali, in grado di realizzare oggetti stravaganti utilizzando improbabili materiali. Elena ad esempio, ha una spiccata attitudine creativa, e resto sorpreso quando si presenta con una borsa realizzata con gli scarti di cialde del caffè, o braccialetti trasparenti con chicchi di pepe all’interno! Tra le ultime sue invenzione, c’è la collana di perle con ritagli di guanti per lavare i piatti, e pezzettini di stracci colorati che si utilizzano per fare le pulizie, inoltre ha dato vita, ad un bellissimo lampadario da soffitto, realizzato con bicchieri di carta, fissati con una cucitrice da ufficio. Trovo interessante il fatto di creare delle cose originali con ciò che si ha in casa, perché vengono impiegati e riciclati materiali inutilizzati, l’artista stimola di continuo il suo lato creativo,  e si regalano emozioni alle persone. In molti casi l’artista tende a lanciare messaggi subliminali con le varie opere, ad esempio alcune fotografie, possono generare delle sensazioni, o sollevare grandi temi di discussione, perché in quel momento il fotografo racconta il suo punto di vista con l’obiettivo. Oliviero Toscani (www.olivierotoscani.com), ha fatto discutere non poco con i suoi scatti, molte volte alimentando delle provocazioni, ma l’artista in generale è un soggetto libero da ogni giudizio, esprime e materializza ciò che pensa. L’altro lato del mondo creativo dunque, è dominato da grandi artisti con doti eccelse dal punto di vista tecnico e scenografico, i quali oltre al genio, mettono a frutto lo studio e pratica di molti anni. Molteplici sono le opere architettoniche, scultoree e su tela, che ci impressionano di continuo, milioni sono i “pezzi” ben custoditi, nei musei di tutto il mondo di artisti che hanno fatto la storia, e tante altre sono le opere di artisti contemporanei che sfoggiano creatività. Una delle più recenti ed impressionanti costruzioni realizzate, è di sicuro il Capital Gate che trasmette tutta la capacità degli Emirati di guardare al futuro. Alto 160 metri, si sviluppa su 35 piani ed ha una pendenza verso ovest di circa 18 gradi. Fino al dodicesimo piano la torre si innalza in verticale, per poi piegarsi, con uno sfalsamento progressivo. L’equilibrio del grattacielo è assicurato da uno scheletro interno costituito da 15 mila metri cubi di cemento rinforzato con oltre diecimila tonnellate di acciaio e inclinato in direzione opposta rispetto alla costruzione, a cui in questo modo è garantita la stabilità. Uno speciale rivestimento esterno a nido d’ape, chiamato diagrid, è in grado di assorbire e canalizzare le sollecitazioni provenienti dagli agenti atmosferici e dai movimenti sismici, nonché di sopportare i carichi gravitazionali. Il palazzo è rivestito con vetro a basse emissioni, che consente di mantenere gli interni freschi e di eliminare il riverbero del sole, salvaguardando la trasparenza. L’onda di acciaio che sembra abbattersi sull’edificio dal diciannovesimo piano in giù, oltre ad essere un elemento di design, riduce del 30% il calore dei raggi solari che raggiungono il complesso, costruito secondo i criteri dell’efficienza energetica. Ma la creatività non è solo un fatto di manualità, arte ed alta ingegneria, è soprattutto l’espressione di un individuo a 360°. Creativi possiamo esserlo davvero tutti in ogni momento, con semplici azioni ma gestite con una nostra interpretazione personale. Credo, che anche una mamma casalinga può essere creativa, inventando ad esempio un dolce con nuovi mix di prodotti. Potremmo scorgere della creatività anche nel barista di un autogrill, mentre ci serve il caffè con il suo modo di fare esuberante e stravagante, oppure mentre siamo a passeggio incontrare qualcuno vestito in modo non convenzionale. Nel lavoro potremmo essere originali mentre archiviamo le fatture, con una codifica tutta nostra per rintracciarle nell’immediato, o incontrare un venditore che ci sorprende per la sua particolare personalità, più che il prodotto in catalogo. La creatività più sbalorditiva, alla quale ho assistito in una riunione di lavoro, presso una nota azienda, è venuta dal mio amico Oscar, (manager aziendale) mentre presentava il suo business plan. La presentazione, con tanto di slide e proiettore, per rendere bene i concetti, era stata organizzata e figurata con l’associazione dei personaggi di guerre stellari, infatti c’erano i cloni che rappresentavano la concorrenza, ed i rappresentanti della Repubblica (venditori) con la giusta strategia per difendersi dall’attacco! Le persone in quella sala riunioni, rimasero di sicuro divertite ed incuriosite, per la ludica, creativa ma seria presentazione, ma la cosa più importante è stata la soddisfazione da parte del relatore, di essere riuscito nel suo intento di essere incisivo, senza annoiare il pubblico. A distanza di dieci anni, ricordo quella riunione come fosse oggi, il nostro cervello infatti, memorizza più velocemente le immagini, rispetto ad imput scritti, con il vantaggio di conservarle più a lungo termine. La creatività e originalità non ha davvero limiti infatti, possiamo essere creativi anche nel nostro modo di pensare, spaccando gli schemi convenzionali e stravolgendo ogni tanto, le abitudini alle quali siamo legati.

L’abitudine, è una sorta di attitudine acquisita mediante un esperienza ripetuta, che ognuno di noi porta con sé. Le abitudini sono anche un insieme di atteggiamenti, comportamenti ma anche modi di pensare, che contraddistinguono una persona da un’altra. Spesso individuiamo l’abitudinario per eccellenza, nell’anziano di fronte casa, dal momento in cui si sveglia alle 6:00 precise, da li una serie di attività che ripete esattamente ogni giorno. Alle 6:15 la colazione con il solito latte e la solita marca di biscotti, riposti nella solita dispensa esattamente tra lo zucchero ed il pane, dopo di che il rituale del bagno e della vestizione. Una volta inforcata la bicicletta, alle 7.45 l’appuntamento è davanti al supermarket vicino casa, che aprirà come sempre alle 8.00 precise. Fatta la spesa, ovviamente metodica per non sbagliare, si passa alla cassa utilizzando i numerosi punti raccolta acquisiti nei giorni precedenti. Un saluto alla signorina della cassa, oramai abituata all’evento quotidiano e via dal macellaio, che ha la miglior carne del circondario. Prima del rientro, un passaggio dal giornalaio per verificare le peggio notizie del giorno.. La mattinata tipo di questo anziano, non è molto diversa da quella di molti di noi, l’abitudine è una cosa positiva e comoda per certi aspetti, è una delle poche certezze che possiamo disporre, senza rischiare più di tanto, infatti ci da un senso di familiarità, di stabilità, di continuità, ma credo che sia un arma a doppio taglio. Le abitudini possono generare stati di pigrizia fisica e mentale, e di conseguenza vengono meno gli stimoli per evolversi e fare un passo in più. Inoltre l’abitudine quando viene a mancare per qualche motivo, genera paure e stati d’ansia in quanto le certezze, anche le più semplici come andare a comprare il pane e trovare il panettiere chiuso per sempre, potrebbe disorientare il nostro anziano. Peggiori sono i casi in cui ci capita, la perdita del lavoro, la chiusura della propria azienda, o ancor più grave l’arrivo improvviso di  terremoti, veri e propri disastri che spesso purtroppo, portano via i propri cari, oltre che ogni certezza come la casa ogni abitudine e quindi il futuro. Certo in questi casi dove gli eventi esterni ci colpiscono e nulla si può fare, è difficile capire cosa fare, ma ci troviamo inevitabilmente di fronte a delle scelte, se piangere e disperarsi, oppure, con grande forza, dignità e volontà ricominciare. E’ la cosa che spesso vediamo in quelle situazioni, semplici ma grandi persone, dalle quali dobbiamo ispirarci, che hanno perso tutto, ma si rialzano.

Esclusi gli eventi di carattere catastrofico, la quotidianità di ognuno di noi la possiamo gestire a nostro piacere, perché abbiamo la facoltà di decidere, di scegliere cosa vogliamo fare ed il modo in cui ci vogliamo comportare! Molto spesso, al contrario ci facciamo guidare “dall’onda”, e rimaniamo in qualche modo risucchiati dal sistema “monocromatico”, di cui facciamo parte, che tende a volerci un po’ tutti uguali, nel modo di vestire, nell’acquisto di certi accessori ecc. Partendo dal presupposto noto a tutti, che ogni individuo è diverso, credo dovremmo riuscire a conservare questa grande e potenziale caratteristica che ci accomuna, rimanendo noi stessi e tenere la mente sempre in allenamento come nello sport, questo può aiutarci a valutare meglio le nostre vere esigenze. Attualmente la televisione, strumento assolutamente tanto interessante, quanto potente, ha la capacità di regalarci delle gradevoli serate con la trasmissione di qualche film o documentario, ma spesso di questo strumento così attraente, ne facciamo un uso esagerato. Inoltre, guardando il panorama attuale della programmazione delle varie emittenti, non mi sembra ci sia una gran qualità per la crescita dello spettatore. Il segnale di poca originalità, spesso arriva da quel mondo, con molti programmi “fotocopiati” ed orientati al gioco d’azzardo con vincite stratosferiche, o serie televisive di omicidi e sangue, ma dal punto di vista di un autore televisivo, il tipo di offerta è data in base agli ascolti che noi stessi garantiamo. Come sempre anche qui sta a noi la scelta di dare voce a programmi televisivi decenti e costruttivi, oppure a salotti di parte con improbabili politici, che hanno dimenticato da tempo l’educazione ed i nobili intenti. Ma la scelta potrebbe anche essere, quella di tenere spenta la tv e leggere un buon libro. La possibilità di scelta, ce l’abbiamo a disposizione anche nella Vita di tutti i giorni, in ogni azione che vogliamo fare. Molte volte cadiamo nella trappola della lamentela, che non porta a nulla di costruttivo se non accompagnata da un buon proposito. Lamentarsi è diventata la normalità: ” fa troppo caldo, fa troppo freddo, non piove mai, piove troppo, guarda che traffico, sono stanco..” e via così. A volte ci capita di osservare due amici che si incontrano e colloquiano, anzi duellano per il racconto più negativo, quasi la lamentela fosse una sorta di consolazione. Possiamo decidere di alzarci al mattino, e rovinarci l’umore aumentando la paura per il futuro guardando i telegiornali, che non aspettano altro di esaltare la notizia già pessima in origine, e farci bombardare per tutta la giornata, alimentando ulteriormente la notizia con il primo conoscente che incontriamo per strada, oppure possiamo decidere di alzarci al mattino, stiracchiarci con un sorriso sulle labbra, e guardare fuori dalla finestra una bellissima alba che ci invita ad uscire. Tanto non c’è pericolo di perdere le notizie del giorno (sempre negative),  tramite internet o qualche amico che ci riferirà, ma per lo meno non ci facciamo coinvolgere e travolgere emotivamente. Non si tratta di evadere dalla realtà evidente a tutti, ma di Vivere  una Vita migliore, cercando di mettere in prima pagina, invece che: ..anche oggi il crollo della Borsa!.. ANCHE OGGI C’E’ IL SOLE, NON HO DOLORI,  E SONO CONTENTO DI ESSERE VIVO! Potremmo decidere, mentre siamo in viaggio di ascoltare della buona musica rilassante,  dopo aver sentito le notizie di testa, se proprio non possiamo farne a meno, e rientrare a casa con l’intento di un bel sorriso per chi ci aspetta, e cenare in tranquillità senza alcun rumore di fondo. Potremmo permetterci di prenderci un giorno libero tutto per noi, e staccare la famosa spina, oltre che il cellulare. Scelte apparentemente facili, ma a volte difficili da mettere in atto, perché sottomessi dalle abitudini e dai sensi di colpa. La mente umana è davvero affascinante ma anche contorta a volte, spesso diamo più importanza ad un appuntamento di lavoro che ai nostri affetti. Oggi con gli strumenti che offre la tecnologia, come pc, palmari, iPhone e IPad, siamo molto bravi ed allenati con la tastiera, ed organizziamo la nostra settimana di lavoro, schedulando ogni fascia oraria con appuntamenti e telefonate da fare. Pur di arrivare in orario, per non deludere il cliente, e rispettare l’impegno preso con noi stessi, ci capita di esagerare con i km/h in autostrada, causando troppo di frequente dei gravi incidenti. Teniamo sott’occhio il Business Plan, attivando delle leve dove serve per migliorare il risultato, facciamo ricerche di mercato, cerchiamo di migliorare il rapporto con i colleghi o collaboratori, insomma  cerchiamo di essere efficienti nel nostro lavoro. Ma dal punto di vista personale ed affettivo come siamo messi? Credo dovremmo cominciare a trattare noi stessi con più rispetto, e scegliere di curare di più oltre il nostro fisico con la palestra, anche il nostro stato psicofisico senza fare grandi cose. A volte basta una pausa in più tra una telefonata stressante e l’altra, ed rendersi conto che quelle telefonate, rappresentano solo qualche mezzora e nient’altro della giornata, del mese, dell’anno e della Vita! Per qualcuno,  potrebbe essere sufficiente concedersi, una giornata al mese in una Spa e rilassarsi per tutto il giorno, oppure portare i propri bimbi in un parco di divertimenti durante la settimana. Riprendendo in mano la nostra vera Vita, ci verrebbe in mente che il compleanno di nostro figlio è più importante di un appuntamento di lavoro che si può spostare, e che la cena promessa a nostra moglie è ora di smettere di rinviarla.

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La paura, spesso ci provoca dei freni sulla possibilità di scelta, perché mette in discussione il nostro futuro, per la legge causa-effetto. Molte paure, le riconosciamo per esperienze subite di cui la nostra memoria ha fatto bagaglio, ma molti dei timori legati al modo di pensare, li abbiamo ereditati da parte delle istituzioni, dalle religioni e spesso involontariamente dai nostri genitori, che pur amandoci ed in assoluta buona fede, tendono a farcela pensare un po’ come loro, e non è detto che tutto sia giusto. Non facile il mestiere di genitore, ma alcuni molto apprensivi ad esempio, cominciano presto a mettere ansie e paure a se stessi oltre che ai piccoli. …Attento a questo, non fare quello, ma se poi cadi, no questo, no quello.. Forse dovremmo dire un NO e due SI qualche volta. Diventando papà mi sto accorgendo di molte informazioni, che ruotano attorno al bambino e la sua crescita, e sono spesso allarmanti per ogni cosa. Si dice che una volta i bambini nascevano in casa senza tanti accorgimenti, certo probabilmente alcuni nascevano con qualche problematica, senza un adeguata assistenza da personale adeguato. In Africa le condizioni degli ospedali, quando ci sono, non assomigliano lontanamente alle nostre cliniche con l’aria condizionata, eppure i figli nascono e molti stanno anche bene, al di là purtroppo delle malattie che spesso si contraggono in seguito. Senza estremizzare l’argomento così delicato, credo che sia giusto seguire ogni accorgimento del medico, ma senza farsi inghiottire dalle paure ed ansie in ogni momento con il tarlo che il bambino, non mangi a sufficienza, non dorma a sufficienza, non faccia pupù a sufficienza e via dicendo. Le aziende, nell’ambito della puericultura, fanno un gran lavoro per agevolare la vita delle mamme e bimbi, passeggini leggeri e comodi da richiudere, marsupi per portare a passeggio il bimbo, scalda biberon assieme alla tecnologia innovativa per la sicurezza. D’altro canto, l’utilizzo di certi dispositivi con allarme incorporato, che ci avvisano se il bambino respira durante il sonno, credo alimenti decisamente gli stati d’ansia, la maggior parte delle volte che gli allarmi di casa si attivano, è un falso allarme! Per sentirsi liberi di fare le proprie scelte giuste o sbagliate che siano, dobbiamo assolutamente fare il punto della situazione, e capire se le idee ormai radicate, sono davvero nostre, oppure ci accontentiamo di sapere che: “..va bene così perché si è sempre fatto così..”.  Personalmente, una scelta per mia figlia, l’ho già fatta, quella di lasciarla libera di scegliere. Quando dovrà fare le sue di scelte, non la forzerò con le mie idee, il mio compito sarà quello di ragionare assieme a lei, ed accompagnarla verso le sue decisioni, vegliando sempre su di lei. Io ed Elena abbiamo deciso di non battezzarla, in quanto, sarà lei stessa un giorno a decidere una sua religione, se lo vorrà. Certo,  non facile come scelta, che porterà probabilmente delle critiche dai più, ma coerente con il concetto di libertà di scelta, per un futuro non condizionato della nostra piccola. Molte volte i padri tendono a crescere i figli, a loro fotocopia, ma  credo fermamente, che ogni soggetto ancora prima di essere figlio, è un individuo e l’uomo nasce libero, e devo molto ai miei genitori per avermi sempre fatto scegliere.

Grazie mamma e papà!

 

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